Per anni il fruttosio è stato considerato più sano dello zucchero raffinato. E invece…

Sicuramente ricordate anche voi le pubblicità che decantavano alcuni alimenti, soprattutto per bambini, “con il buon zucchero della frutta”. Vi siete mai chiesti perché quegli spot siano spariti?

Eppure, per anni, questo zucchero è stato anche consigliato come dolcificante alternativo per facilitare la perdita di peso corporeo, in virtù del suo indice glicemico, che è inferiore a quelli di  glucosio e saccarosio (lo zucchero da cucina), mentre adesso sono in crescita le raccomandazioni contro un suo uso eccessivo. E quindi?

Titolo articolo La Rivista CCIS Maggio 2019

Beh, è presto detto: il fruttosio non è poi così sano come sembrava. Ma su questo va fatta una precisazione.

Questo monosaccaride è contenuto naturalmente nella frutta e nel miele ed è assolutamente sano se consumato come parte di questi alimenti, innanzitutto perché vi è presente solo in piccola parte e poi perché è accompagnato da fibre (nella frutta), vitamine, sali minerali e altre sostanze antiossidanti che ne modulano l’assorbimento e gli effetti sull’organismo.

Tutt’altro discorso, invece, se parliamo del fruttosio aggiunto come dolcificante di yogurt o bevande lattee alla frutta o se è altamente concentrato come nei succhi.

Il consumo smodato di succhi di frutta infatti, specialmente nei bambini, porta a una condizione patologica denominata “steatosi epatica non alcolica”, o fegato grasso. Il fegato è deputato alla conversione del fruttosio in glucosio (che è la nostra principale fonte di energia), ma se il carico di lavoro diventa troppo elevato (tipo se il pupo beve litri di succo a settimana), il fruttosio viene invece convertito in grassi, che si depositano nell’organo, compromettendone alla lunga la funzionalità. Per questa ragione, il fruttosio è stato anche denominato “l’alcol dei bambini”.

E pensate che già Plinio il Vecchio aveva scoperto che, nutrendo le oche a fichi secchi, si ottenevano fegati più grossi e succulenti. Quante ne sapevano i romani, eh?

Negli yogurt “alla frutta” e nelle boccette che, secondo la pubblicità, dovrebbero salvarci dalla morte per eccesso di colesterolo, il danno è duplice: non solo a causa della sua concentrazione; ma anche perché il fruttosio si lega alle proteine del latte (si parla di “glicazione” delle proteine), alterandone struttura e funzione e provocando stress ossidativo e infiammazione, che sono i due ingredienti base dell’invecchiamento cellulare e di una sfilza di malattie che aiutami a dire aiuto, tra cui, attenzione attenzione, proprio una dis-regolazione del colesterolo. E tanti saluti alla boccetta salvifica.

Tra i prodotti contenenti alte concentrazioni di fruttosio, ci sono molti dolcificanti come il succo d’agave o lo sciroppo di mais che, essendo “naturali”, vengono spacciati automaticamente come sani e disinvoltamente inseriti in muesli, merende e snack “fit”.

La mia raccomandazione è sempre la stessa: usare gli alimenti integri, perché solo grazie alla loro completezza potremo, da una parte, ricavare il massimo dal punto di vista nutrizionale, dall’altra ridurre pericolosi eccessi. Quindi, via a yogurt naturali dolcificati (al momento!) con frutta fresca e/o miele, datteri e banane negli impasti di torte e dolci fatti in casa, frullati e spremute sì, ma con moderazione e non come sostituto abituale della frutta da mordere. E i succhi? Li lasciamo sullo scaffale, grazie.

Dolci saluti

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

Fonti:

“Fructose and Sugar: A Major Mediator of Nonalcoholic Fatty Liver Disease” – T. Jensen et al. –

J Hepatol. 2018 May; 68(5): 1063–1075.