–  Da qualche settimana, ho iniziato a mangiare molta erba, per migliorare la vista.

+ Ma che stai dicendo? Perché pensi che ti migliorerà la vista?

–  Hai mai visto una pecora con gli occhiali?

Questo dialogo surreale, tra il mio eroe dei fumetti Dylan Dog e il suo assistente Groucho, è piuttosto emblematico di un comportamento diffuso, quanto ad abitudini alimentari: la ricerca del cibo, o dell’elenco di cibi, che possa essere risolutivo e definitivo per raggiungere il proprio obiettivo, sia questo la perdita di peso, l’accumulo di massa muscolare o altro.

Su questa necessità di avere una sorta di “formula magica”, riviste siti web e coach più o meno improvvisati ci marciano alla grande, proponendo, più o meno ciclicamente, le “soluzioni definitive” o l’alimento di tendenza dell’anno.

Questa tendenza è più che comprensibile: “inscatolare” la soluzione a un problema o il percorso verso un obiettivo in poche e semplici mosse dà un grande senso di sicurezza e viene anche percepito come un risparmio di tempo.

Tuttavia, questo tipo di approccio porta molto spesso ad avvitarsi su pochi alimenti: la noia che ne risulta è quindi la causa più frequente di abbandono e ritorno alle vecchie abitudini. La frustrazione, d’altra parte, scoraggia poi per diverso tempo nuovi tentativi.

Senza contare che ognuno ha la propria individualità e quindi risulta abbastanza intuitivo capire che una soluzione omologata non possa essere efficace per tutti.

Una nota, poi, è d’obbligo sul risparmio di tempo, inteso come il raggiungimento del proprio obiettivo in tempi rapidi. Cercare una soluzione rapida significa, in primo luogo, ignorare il tempo che ci è voluto per arrivare ad essere quello che non ci piace (o non ci piace più). Questo ci porta a sottostimare i danni che possiamo fare, obbligando il corpo a reagire in tempi più rapidi di quelli fisiologici. Penso alle diete drastiche, ma anche all’abuso di integratori.

Il rientro dalle vacanze è per molti un momento di buoni propositi e di rinnovate intenzioni di prendersi cura di sé. Sulla base di quanto scritto sopra, quindi, vi invito ad iniziare un percorso di educazione alimentare che:

  • non prometta risultati rapidi;
  • si basi su principi che siano ufficialmente riconosciuti come promotori di salute (es. dieta mediterranea)
  • non obblighi all’acquisto di sostituivi del pasto
  • non sia “standard” (es. acquisto preconfezionato del menu settimanale)
  • in caso di invito all’utilizzo di integratori, che questo sia ampiamente spiegato e che il vostro consulente sia disposto e capace di rispondere alle vostre domande e ai vostri dubbi.

Insomma, le variazioni alle proprie abitudini dovrebbero essere il più possibile motivate, individuali, e graduali. In questo modo, sarà molto più probabile che diventino permanenti. Quindi, mi raccomando: niente cibi “risolutori”,, come l’erba del sottotitolo!

Che poi, diciamolo: le pecore non portano gli occhiali solo perché sono delle gran vanitose 😉

Un saluto umoristico

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch