Il successo di Casanova con le donne non era dovuto alle ostriche (sarebbe troppo facile…)
Si dice che l’avventuroso libertino mangiasse ogni mattina cinquanta ostriche e che ne preparasse altrettante prima e durante i suoi incontri amorosi, dove venivano anche impiegate in “giochini” con l’amante di turno (e qui mi fermo: andateveli a cercare, i giochini, curiosoni!)
Non dimentichiamo poi che l’ostrica è un frutto di mare e che proprio dalla schiuma del mare si vuole che sia nata Afrodite, dea della bellezza e dell’amore.
Da qui, il mito dell’ostrica come cibo, appunto, afrodisiaco e di conseguenza le ricerche di un razionale che lo sostenesse.
Per lungo tempo si è attribuito all’alto contenuto di zinco di questi molluschi, il loro potere di potenziare le capacità amatorie e di stimolare la libido; questo minerale infatti è coinvolto nella produzione di testosterone. Ad oggi però, è chiaro che né i livelli di zinco né il loro contenuto in serotonina sono sufficienti per attribuire scientificamente poteri afrodisiaci a questo cibo.
L’ostrica non è un caso isolato. Altri alimenti, nella storia, sono stati ammantati del mitico potere di stimolare l’erotismo: gli epigrammi di Marziale sull’amore voluttuoso sono stati forse ispirarti dal consumo di rucola, opportunamente coltivata nei pressi del tempio del Dio Libero, dio della fertilità.
Galeno, padre della teoria umorale, attribuiva a miele e ceci la capacità di stimolare la virilità (essendo cibi “ventosi”, potevano, come dire, “gonfiare le vele” della forza sessuale).
Persino gli spinosi carciofi hanno avuto il loro momento di gloria lussuriosa, trovando la preferenza di Caterina De’ Medici regina di Francia; ma scommetto che il suo consorte Enrico II , sapendolo, avrebbe invidiato il suo lontano successore Luigi XV, che invece veniva sedotto col cioccolato da Madame Pompadour.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma alla fine, come sempre quando si tratta di leggende, di realtà attaccata ne resta ben poca.
Questo, però, non fa e non deve fare perdere forza o fascino al mito, che un senso comunque ce l’ha.
Se andiamo a vedere, quasi tutti i cibi che vi ho elencato richiedono una attenta scelta, una adeguata preparazione e soprattutto una degustazione attenta e presente. Tutte caratteristiche che, se ci pensate, non appartengono solo al piacere della tavola, ma al piacere in senso più esteso.

Un gustoso saluto
dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch
Foto di Free-Photos da Pixabay