Anche quest’anno, invariabilmente, si sono rapidamente diffusi nuovi trend che garantiscono una rapida perdita di peso corporeo. Attenzione: hanno, quasi sempre, alcuni aspetti in comune, da cui è bene guardarsi.

A partire da maggio (anzi, a dire la verità, a partire da aprile, subito dopo Pasqua; ma quest’anno ha fatto eccezione per ovvie ragioni) iniziano a circolare nuove diete di tendenza che, assicurano, sono “davvero, finalmente” la strada giusta per rientrare in quel vestito che acquistato tre o quattro anni fa, di una taglia in meno, per darci un obiettivo.

Negli ultimi quindici giorni, da più parti, me ne hanno sottoposte due: la “carb lovers’ diet” e la “sirt”.

La prima, come dice il nome, sarebbe fatta apposta per chi ai carboidrati proprio non può rinunciare, mentre la seconda prende il nome da un gruppo di proteine, le “sirtuine” che, a dire dei promotori della dieta, attiverebbero un gruppo di geni “brucia-grasso”.

Più nel dettaglio, la “carb lovers’” incoraggia il consumo di alimenti ad alto consumo di amido resistente: un carboidrato sì, ma non attaccabile dagli enzimi digestivi e che quindi rientra a pieno titolo nella categoria delle fibre alimentari. Ad esempio, le patate cotte e lasciate raffreddare o i legumi. Tra i cibi che attiverebbero le “sirtuine” e quindi il dimagrimento troviamo invece (a volte, ritornano) il cioccolato, le fragole, i mirtilli e il vino rosso, a causa del loro contenuto in resveratrolo, un antiossidante naturale.

Ora, quali elementi hanno in comune di queste due diete?

  1. La restrizione calorica: in entrambe, infatti, c’è una cosiddetta “fase di attacco” in cui l’apporto energetico va dalle 1000 alle 1200 kcal, ben al di sotto del metabolismo basale di una persona adulta. A questa, segue una fase di consolidamento/mantenimento, in cui comunque l’apporto energetico, nonostante aumenti un po’, è comunque da regime ipocalorico. E sappiamo qual è il decorso dei regimi ipocalorici: abbandono precoce e riacquisto dei chili persi, a volte con gli interessi (effetto yo-yo).
  2. Nessun cenno di educazione alimentare: a parte la descrizione degli effetti (presumibili) dei cibi promossi, non è previsto alcun percorso educativo dell’utente, che vada a migliorare la propria conoscenza in merito alla qualità dei cibi, o più in generale su come impostare un corretto stile di vita, che lo porti insomma a fare delle scelte consapevoli per la sua salute.
  3. L’endorsement di personaggi famosi, che se è da una parte di impatto sicuramente positivo sulla vendita di libri o integratori, può avere invece un effetto devastante sulla psiche di persone particolarmente vulnerabili, come per esempio gli adolescenti, i quali, vedendo i rapidi cambiamenti del/della loro paladino/a, vengono indotti a credere che, se non sono in grado di imporre un rigido controllo sul proprio corpo, sono dei perdenti. Il primo passo verso lo sviluppo di un disturbo alimentare, che può accompagnare per diversi anni.

 

Invito quindi, come ogni anno, ad essere estremamente cauti nell’avvicinare qualunque regime alimentare che prometta risultati rapidi. Tutto ciò che sembra facile e veloce nasconde, spesso, una fregatura.

Un saluto ponderato

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch