“Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo” . Ma prosegue con tutti gli altri

Qualche giorno fa mi è capitato di vedere un vecchio episodio di Friends, dove uno dei protagonisti cerca in tutti i modi di cancellare l’abbonamento alla palestra alla quale è iscritto da più di un anno ma dove non ha mai messo piede.

L’episodio, in cui molti possono sicuramente riconoscersi, mi ha fatto pensare che lo stesso atteggiamento si ha, spesso, anche nei confronti delle visite da un/una nutrizionista.

Ci si pensa un po’, si guardano i prezzi, ci si pensa un altro po’, si fa la fatale telefonata e si prende il primo appuntamento. Si esce dalla prima visita, entusiasti di aver fatto il primo passo verso il cambiamento, ma poi, a pochi giorni dalla visita di controllo, qualcosa accade.

All’improvviso ci accorgiamo che, dopo quel primo passo, non abbiamo fatto granché e scatta l’imbarazzo preventivo di sentirsi “redarguire” durante la visita di controllo.
Oppure abbiamo l’impressione che, con tutti gli sforzi fatti, non ci si è mossi di un millimetro dalla linea di partenza.
Oppure ancora, abbiamo iniziato col piede giusto, ma dopo pochi giorni siamo stati sopraffatti da vecchie abitudini, problemi improvvisi o semplicemente quello che crediamo sia mancanza di motivazione.

Tutto questo causa un grande senso di frustrazione e in alcuni casi anche a una perdita di autostima, che infine porta ad abbandonare il progetto iniziale. Questo perché la maggior parte di noi è convinta che è l’intenzione iniziale a fare la differenza e che, una volta fatto il primo passo, tutto verrà di conseguenza.

In realtà, non affatto è così. Anzi, l’intenzione può influire solo per il 20%, in alcuni casi il 30%, sul cambio di comportamento. Il che significa che “il grosso” deve ancora venire.
Verrebbe facile, ora, parlare allora di mancanza di motivazione. Ma, di nuovo, commetteremmo un errore di valutazione. Infatti è stato stimato che non c’è una differenza sostanziale tra la motivazione di chi vuole cambiare un comportamento e ha successo e di coloro invece che non riescono a cambiare.

La differenza sostanziale è invece nella cosiddetta fase di volizione o, in altre parole, “nell’attraversamento del Rubicone”. Ossia nel fare quei passi che rendono difficile tornare indietro, perché ormai si è in ballo.

È proprio questo, il momento in cui più si ha bisogno di aiuto: per osservare la propria situazione con altri occhi; per trovare un modo di oltrepassare ostacoli che sembrano insormontabili; per riconoscere i progressi avvenuti da quel primo passo.

Ecco perché la vigilia della visita di controllo non deve essere vista come una “notte prima degli esami”. Il confronto con il proprio consulente ha proprio lo scopo di aiutarvi a passare dall’intenzione all’azione, se non siete stati in grado di farlo da soli. E al primo passo, vedrete, ne seguiranno molti, molti altri.

Un saluto itinerante

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

Fonte: Orbell, Sheeran: “Inclined Abstainers”, Br J Soc Psych, 37 (1998)

Foto di zuzyusa da Pixabay