Secondo le direttive del Consiglio federale, la Svizzera ha iniziato a riaprire gradualmente i battenti a partire dal 27 aprile. Anche in Italia si sta avvicinando, tra mille discussioni, la cosiddetta Fase 2. Da come affronteremo questo nuovo inizio, dipenderà la nostra salute, individuale e sociale.

Da quando sono state imposte le misure di restrizione, più o meno rigide a seconda dei territori,  volte a contenere la diffusione del Covid-19, il desiderio più diffuso è quello del ritorno alla socialità e alla libertà.

Tuttavia, la crisi generata dall’emergenza sanitaria ha anche messo in luce non solo le molte debolezze del sistema, ma anche quelle individuali, generate dalla “ruota del criceto”, in cui la maggior parte di noi girava quotidianamente.

Un valore che moltissimi davano per scontato, la salute, ha ritrovato la centralità che gli era dovuta; questi giorni di stop forzato sono stati anche l’occasione, per chi ha voluto e potuto, di dedicarsi di più a sé stessi, con giornate meno frenetiche, pasti più sani e attività fisica più regolare.

E adesso?

La riapertura, già in atto in Svizzera e prossima in Italia, può significare due cose: tornare nella ruota del criceto, dimenticando, oppure prendere un nuovo percorso, facendo tesoro di quello che abbiamo imparato i questi giorni di crisi. Crisi, infatti, deriva dal greco “krino”, che significa “separare” e in senso lato “giudicare, discernere”. Insomma, scegliere. Non posso, per ragioni di competenza più che di spazio, entrare in merito alle scelte politiche e sociali, ma ho pensato di fare una piccola lista di scelte personali, che mi sono trovata a fare in queste settimane e che vorrei mantenere nelle prossime. Ovviamente, solo dal punto di vista nutrizionale e di stile di vita.

  • Spesa mirata: dover uscire il meno possibile mi ha insegnato a fare una lista di quello che effettivamente mi serve, per preparare i miei pasti nel modo più vario possibile ed evitando gli sprechi. Mangio prima la frutta e la verdura più deperibile, come fragole o asparagi, posticipando il consumo di quella che si conserva più a lungo, come susine e zucchine. Ho consolidato e migliorato l’uso frequente dei legumi secchi, che metto a bagno la sera, cuocio il mattino e utilizzo per un paio di giorni, condendoli o associandoli in modo diverso (es. oggi tonno fagioli e zucchine, domani uova fagioli e insalata mista). Evito i piatti pronti e gli affettati che rallentano la digestione, mi infiammano e mi affaticano.
  • Pianificazione dei pasti: non sono mai stata una fan delle liste e continuo a non esserlo. Tuttavia, mi piace mangiare cose buone, molte delle quali hanno bisogno di un minimo di preparazione o, per lo meno, di avere tutti gli ingredienti a disposizione. Allora vale la pena iniziare a pensare, almeno con qualche ora di anticipo, a cosa metterò in tavola. Quindi mi faccio un’idea del pranzo già a colazione, decido la cena già a pranzo e inizio a pensare alla colazione mentre si sparecchia il tavolo della sera.
  • Sport. Mi ha molto divertito il cartellone esposto dal sindaco di un Comune della provincia di Milano: “Se non vi vedo correre alla fine della quarantena, vi prendo a calci nel sedere”. Personalmente, amo correre solo in prossimità del mare o di corsi d’acqua, ma non riesco più a rinunciare a quell’ora dedicata solo a me, in cui faccio esercizi a casa. Ormai ogni giorno.
  • Relax e sonno: nonostante gli impegni giornalieri continuino a riempire la giornata, ho imparato quanto sia importante non lasciarsene sopraffare. Se sono seduta da un paio d’ore davanti al pc, mi alzo, mi stiracchio, faccio due passi guardando fuori dalle finestre. Magari prendo un libro e leggo un paio di pagine, o vado a coccolare un po’ i miei figli. Insomma, stacco. E la sera non ignoro più la palpebra pesante, ma lascio volentieri social per un libro o il cuscino.

Come mi avete visto ripetere spesso in queste pagine, sono le scelte quotidiane e ripetute ad influenzare maggiormente la nostra salute. Questa, secondo l’OMS (*), non è più solo “uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale”, ma “una risorsa che permette alle persone di condurre una vita produttiva dal punto di vista individuale, sociale ed economico”. Questa risorsa, che non può prescindere dalle scelte politiche che influenzano le condizioni ambientali, sociali ed economiche, poggia però anche in modo inalienabile sulla partecipazione del singolo individuo.

Quindi la domanda è: alla fine del lockdown volete semplicemente ripartire o partire di (dal) nuovo?

Un augurio di tanta salute a tutti

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

(*) Fonte: “Health Promotion Glossary” WHO/HPR/HEP/98.1, WHO (Ginevra) http://www.who.ch/hep