Di recente i miei figli mi hanno fatto guardare, credo per la cinquantesima volta, il classico Disney “Mary Poppins”. Benché anche a me piaccia molto, non è inconsueto che, mentre ascolto battute e canzoni che conosco a memoria da più di trent’anni, la mia mente inizi a vagare e partano le più inaspettate associazioni di idee.

Così, riascoltando la celebre canzoncina “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù” mi sono venute in mente le innumerevoli pubblicità di pastiglie, pomate, polverine e altri rimedi vari ed eventuali che riviste e TV ci propinano quotidianamente.

Sembra proprio, a guardare questi simpatici spot con pompieri che spengono incendi nello stomaco o pillole angeliche che mandano via “quel diavolo di mal di gola”, che il nostro mondo sia miracolosamente libero da dolore e malattie. Che ci vuole? Basta portarsi sempre dietro il nostro farmaco di fiducia, “anche senz’acqua”!

Eppure, non so a voi ma a me sembra che le persone che stiano male, invece di diminuire, aumentino. Sarà che l’antidolorifico aumenta i problemi allo stomaco e che poi i farmaci per lo stomaco aumentano i rischi d’infarto? O sarà (anche) perché a uno stile di vita sano preferiamo una facile soluzione da prendere per bocca?

Mi vengono in mente alcuni dei miei pazienti che, alla richiesta di rinunciare allo zucchero e ai prodotti raffinati o di iniziare un’attività fisica regolare mi hanno guardato come se avessi appena chiesto loro di spogliarsi di tutti i loro beni e di andare in giro vestiti di un sacco come S. Francesco. Insomma come se le mie indicazioni fossero riservate ad individui fuori dalla norma.

La “norma” per il nostro organismo, invece, è mangiare cibi sani a sazietà e fare movimento tutti i giorni; solo così potremo avere le forze necessarie per sopportare gli stress quotidiani, rinforzare muscoli, ossa e sistema immunitario, essere di buon umore e…udite udite! perdere grasso in modo stabile. Il tutto senza effetti collaterali, se non quello di fare quotidianamente un piccolo sforzo in più.

Davvero volete continuare ad imbottirvi di pillole, per quanto (per i loro produttori, di sicuro!) “dorate”?

Salutari saluti dalla vostra

Tatiana Gaudimonte