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Cosa accade quando sei a dieta? 

di Isabella Vergara Caffarelli – For Men Magazine, Ottobre 2016, pp.60-61

Hai finalmente deciso di metterti a dieta e di seguire i consigli che ti propiniamo da anni: dare un taglio alle porzioni, ai grassi e agli zuccheri. In poche parole, mangerai di meno. Senza la guida di un dietista, però, rischi di infliggerti un regime da fame, con un drastico e insensato taglio delle calorie. Come reagirà il tuo corpo? «Se non c’è da mangiare il tuo organismo farà di tutto per spingerti a trovare del cibo e a consumarlo» spiega Tatiana Gaudimonte, nutrizionista a Uster, in Svizzera (loveyourbody.ch). 

Hai l’acquolina in bocca… 

Quando sei a dieta, ti ritrovi a sbavare ogni volta che passi davanti a una pasticceria o se ti arriva il profumo di una carbonara. Alla vista o al profumo del cibo, il cervello ordina di prepararsi a digerire aumentando la salivazione. La saliva, infatti, inizia la digestione grazie alla presenza di enzimi. Questo riflesso è tanto più potente quanto più abbiamo bisogno di nutrirci.

Il cervello chiede cibo 

Quando abbiamo fame, l’ormone grelina comunica all’ipotalamo che lo stomaco è vuoto e che bisogna riempirlo al più presto! Il cervello risponde attivando i centri dell’appetito. Se assecondiamo questo impulso e mangiamo qualcosa, lo stimolo ormonale cesserà. Inoltre, verrà rilasciato zucchero nel sangue e portato alle cellule. Rimpinzate da questo zucchero,
le cellule adipose rilasceranno un altro ormone che si chiama leptina con il compito di spegnere i centri dell’appetito avvertendo l’ipotalamo: “Ok, è arrivato abbastanza cibo, qui siamo a posto”.

La fame ti tormenta 

L’ipotalamo, constatato che l’organismo è ben nutrito, spegne i centri dell’appetito. Ma un altro ormone ci complica la vita: l’insulina. In realtà, ce la complichiamo da soli scegliendo del cibo ad alto indice glicemico, che stimola la produzione di troppa insulina. Questo ormone è prodotto dal pancreas quando il livello di zucchero aumenta oltre una certa soglia e ordina alle cellule di prendersi lo zucchero di troppo e di usarlo al meglio.

Le cellule muscolari, per esempio, lo useranno per correre, mentre se sono a riposo lo metteranno via come riserva sotto forma di glicogeno. Le cellule adipose, invece… accumulano grasso. Poi, quando lo zucchero torna sotto una certa soglia, si attivano di nuovo i centri della fame. E si ricomincia.

 

Ti butti sui cracker 

Quando sei a dieta, di solito mangi pochissimo a colazione. E magari, per tamponare la fame, fai fuori un pacchetto di cracker nella pausa caffè. Ma i cracker non sono altro che zucchero semplice che viene rilasciato nel sangue in un batter d’occhio: un segnale fortissimo per il pancreas, che secerne quantità industriali di insulina che fanno riassorbire lo zucchero in un lampo. Così, lo zucchero torna sotto la soglia limite per l’attivazione dell’appetito e ti ritrovi con una fame da lupi.

Mangi senza soste 

Ma non è finita qui: l’insulina ha un nemico, il glucagone. Si odiano, quindi se uno entra in circolo, l’altro non si fa vedere in giro. Il glucagone ha la funzione opposta all’insulina. Se lo zucchero nel sangue scende troppo, dice alle cellule di rilasciare in circolo le loro scorte: le cellule muscolari ed epatiche liberano glucosio, mentre le cellule adipose “bruciano” un po’ dei loro grassi. Attento, però: questo accade soltanto se l’insulina non è in circolo. Quindi, se mangiucchi tutto il giorno (come certe diete ordinano), l’insulina impedirà il lavoro del glucagone e le riserve di grassi se ne staranno dove sono.

Diventi irritabile 

Con questo viavai ormonale non stupisce che tu sia di cattivo umore. Mangiare, con conseguente rilascio di zucchero nel sangue, attiva nel cervello il rilascio di dopamina, molecola gratificante. Con la dieta ostacoli questo meccanismo e nutri un crescente malumore. Inoltre, la privazione del cibo innesca il circuito dello stress, con il rilascio di cortisolo e adrenalina.

5 INDIZI CHE UNA DIETA NON FUNZIONERÀ 

Crea aspettative eccessive, tipo “perderai 10kg in 2 settimane”

Un rapido dimagrimento (più di 2-3 kg al mese) interessa prevalentemente acqua e massa magra. Seguendo una dieta di stenti, dopo un’iniziale perdita di peso si assiste a un rallentamento e poi al raggiungimento di un plateau: mangi poco ma non perdi più un grammo. accade perché l’ipotalamo, per difendere l’organismo dalla “carestia” e risparmiare energia, “spegne” il metabolismo.

Ha un ingrediente bruciagrassi “miracoloso” 

sono le classiche diete “monocibo”: la dieta del limone, dell’ananas, della patata e così via. il trucco è presto detto: a furia di mangiare solo e soltanto un alimento, quest’ultimo finisce per nausearti e mangi sempre di meno. in pratica, è una dieta restrittiva all’ennesima potenza.

È sbilanciata: prevede il taglio drastico di proteine, carboidrati o grassi 

Proteine, carboidrati e grassi devono essere introdotti in quantità adeguate, a ogni pasto. se lesini sui carboidrati, l’organismo li produrrà a partire dalle proteine. Risultato: oltre a ritrovarti a corto di proteine, ti beccherai un’intossicazione da urati, il prodotto di scarto appunto della trasformazione delle proteine in carboidrati.se mangi solo carboidrati, invece, il rapidissimo rilascio di zucchero nel sangue (picco glicemico), indurrà il pancreas a riversare nel sangue tanta insulina. Due gli effetti: lo zucchero, per ordine dell’insulina, verrà presto assimilato dalle cellule e “stoccato” come ciccia); la glicemia scenderà sotto una certa soglia e, subito dopo aver mangiato, si attiveranno i centri della fame… spingendoti a mangiare di nuovo.

Prevede snack ammazzafame tra un pasto e l’altro 

Solo gli sportivi prima dell’allenamento o di una gara devono reintegrare i carboidrati. Ogni volta che si mangia, viene rilasciato zucchero nel sangue, che a sua volta provoca il rilascio di insulina da parte del pancreas. L’insulina blocca il rilascio del suo ormone antagonista, il glucagone, che ha la funzione di usare le riserve di zuccheri. Quindi, se continui a smangiucchiare, continuerai a impedire la mobilizzazione delle riserve, che è esattamente il contrario di quello che vuoi: dimagrire, ossia perdere “zavorra”.

Non offre indicazioni sulla qualità degli alimenti 

Per esempio, la dieta non prescrive farine integrali, prodotti il più possibile stagionali e locali eccetera. Restiamo sull’esempio della farina integrale: contiene 3-4 volte più proteine e fino a 20 volte più ferro rispetto a una farina raffinata, quindi prova a pensare quali possano essere gli effetti sull’organismo. Parliamo di carni? Un animale vissuto in un allevamento biologico è enormemente più sano di un animale tenuto in gabbia, gonfiato di ormoni, indebolito dalla sedentarietà obbligata e mantenuto privo di infezioni con continue somministrazioni di antibiotici.