“Chi ti ama, al mattino non ti parla”, recita una vignetta che gira su Facebook. Otto paroline che rendono benissimo l’immagine di chi, dopo aver rimandato la sveglia tre o quattro volte, si alza ancora con gli occhi chiusi e striscia laconico i piedi fino alla cucina per farsi la prima dose di caffè giornaliera. Poi, forse, si inizia a connettere, giusto in tempo per accorgersi che è tardissimo e bisogna prepararsi in fretta e schizzare al lavoro.

Così la maggior parte di noi, anzi di voi, resta a digiuno fino a metà mattina, quando i crampi allo stomaco chiamano a gran voce un caffè accompagnato da una brioscina o qualche biscotto.

 

Si riesce così a tirare fino all’ora di pranzo, anche se già un’oretta dopo la pausa caffè lo stomaco ha iniziato a brontolare.

A questo punto, chi ha più autocontrollo si limiterà a un’insalatona, col risultato che arriverà a cena famelico e inizierà a mangiucchiare di tutto dal momento in cui varca la soglia di casa fino a quando si alzerà da tavola, finalmente ma tardivamente sazio. Altri invece, all’ora di pranzo mangeranno  come se non ci fosse un domani, ordinando un piattone di pasta o una bella wienerschnitzel con patatine per poi magari concedersi pure una fetta di dolce. E via, all’abbiocco pomeridiano!

Voi direte: vabbè, allora non c’è soluzione. E io vi risponderò: certo che sì, basta imparare a fare colazione!

Vi ricordo che, per quanto l’idea possa non esservi di conforto, sotto il vostro doppio petto o la vostra camicetta di seta abita un uomo delle caverne. Avrà pure abbandonato (si spera) i peli sulla schiena e la clava, ma la fisiologia resta uguale e così i suoi bisogni nutritivi.

Quindi, se pensiamo che durante tutta la giornata il nostro cavernicolo doveva farsi il mazzo cacciando e/o raccogliendo per poter mangiare, è facile capire che per svolgere queste attività durante le ore di luce doveva rifornirsi di energia pronta all’uso il prima possibile, ossia appena alzato.

Ed ecco che, noi come loro, non solo abbiamo bisogno dello stesso carico di energia, ma reagiamo allo stesso modo, bruciando tutta l’energia del “pasto più importante della giornata” per svolgere le attività delle prime ore del giorno e per produrre calore. Avete letto bene: TUTTA l’energia. Insomma, chi fa una buona colazione non mette nemmeno un grammo di grasso su pancia o fianchi, perché l’energia apportata con questo primo pasto (se ben equilibrato) viene utilizzata completamente. Alla faccia di quelli che si limitano a un caffettino e forse una fetta biscottata per non ingrassare!

Ma che vuol dire, chiederete ancora voi (certo che siete ben curiosi!), fare una colazione equilibrata? Vuol dire che bisogna lasciarsi ispirare dai nostri amici nordici, mangiare di più e introdurre anche una buona porzione di proteine. Quindi accanto, per esempio, a un paio di fette di pane tostato (integrale, eh? Ormai lo sapete) o ad altri carboidrati via libera a prosciutto, formaggio, uova e quant’altro la fantasia ci ispira. Una bevanda calda o fredda e un bel frutto completerà il tutto.

Il risultato? Zero buchi allo stomaco fino al pranzo, che sarà accolto con gratitudine all’ora giusta ma non agognato già da metà mattina e più equilibrio nei pasti nel resto della giornata.

“Eh ma io non ho fame al mattino! Figurati se mangio tutta quella roba lì!”. Tempo al tempo. Ci si può arrivare gradualmente: chi affronta la giornata completamente a digiuno potrà iniziare da un frutto, mentre chi già si concede per esempio tè e biscotti potrà aggiungere una manciata di noci o mandorle e così via crescendo. I risultati, in termini di energia, rendimento sul lavoro e resistenza allo stress, vi sorprenderanno. Tutto sta ad iniziare. Magari già domattina.

Buon risveglio a tutti voi!