Whitney Houston cantava “I believe the children are our future – Teach them well and let them lead the way”

Un futuro sereno significa (anche) un futuro di salute. Insegniamo ai nostri figli a partecipare attivamente a costruirla e a mantenerla. Anche a tavola.

Uno dei falsi miti a riguardo dei bambini sovrappeso è che “andrà a posto da solo/a”. In molti casi, effettivamente, l’aumento dell’altezza, una vita sociale più attiva e magari i primi amori, possono causare la perdita dei chili in eccesso del bambino che si trasforma prima in adolescente e poi in adulto. Ma non sempre, anzi.

I dati parlano chiaro: in Europa, andando da nord a sud, la percentuale di persone sovrappeso e obese aumenta e lo stesso andamento si osserva anche nei ragazzi in età scolastica, sotto i 15 anni. Come ho già avuto modo di commentare altrove, fa abbastanza rabbia che la quota più alta di bambini sovrappeso e obesi siano proprio alcuni tra i Paesi del bacino mediterraneo, dove la Dieta Mediterranea ha visto la luce: Italia, Malta e Grecia tra i primi.

La maggior parte di questi ragazzi, poi, non “si sistemerà da solo/a” ma resterà sovrappeso o obeso a vita, con tutti i problemi che queste condizioni comportano: fiato corto, apnea notturna, maggior rischio di sviluppare dislipidemie, diabete, patologie cardiovascolari tra gli altri.

Ma anche nei casi in cui il peso venga effettivamente perso, resta comunque l’impronta di un’alimentazione poco attenta, magari con troppe concessioni a dolci, merendine e succhi di frutta, che sfocia poi nell’abitudine, da adulto, a sopravvivere a base di cibi pronti e take-away.

È cronaca quotidiana, per me come per tutti i miei colleghi, trovarsi di fronte una mamma convinta che, per poter dimagrire, debba essere costretta a cucinare per sé qualcosa di diverso da ciò che porta in tavola, perché “a mio marito la pasta integrale non piace” o “i miei figli le verdure non le mangiano”. L’alimentazione sana non è una moda o una mania salutistica passeggera e deve urgentemente tornare a far parte delle abitudini familiari e sociali.

La piramide alimentare e i principi della dieta mediterranea non sono un costrutto artificioso, ma trovano radici nella nostra evoluzione, fino alla nostra storia più recente, quella dove mia nonna uccideva l’oca che nutriva la famiglia per diverse domeniche invernali e la verdura veniva dall’orto o dai prati dove crescevano le erbe amare, quella dove le caramelle si compravano solo all’oratorio dopo la messa (un pugnetto di quelle piccole o un paio di quelle lunghe alla liquirizia, se andava bene), dove c’era la pubblicità col bambino che diceva: “Lasaaagneeee?? Ma oggi, non è domenica!” e dove, tra l’altro, i pomeriggi si passavano saltando alla corda o giocando ad acchiapparello.

Lungi da me rivangare i bei vecchi tempi, non sono una di quelli che afferma “si stava meglio quando si stava peggio”, anzi. Oggi abbiamo una ricchezza di prodotti e una possibilità di scelta talmente grande, da cui deriva un potere di controllo che i nostri nonni se lo sognavano, e va bene così. Ma come dice lo zio di Peter Parker in Spiderman, “Da un grande potere deriva una grande responsabilità”.

Prendiamocela. Insegniamo ai nostri figli a condividere con noi piatti gustosi e sani, condividiamo con loro l’arte di prepararli con calma (basta un giorno a settimana), prendiamoci il tempo di mangiare con calma seduti a tavola senza cellulare, leggiamo la lista degli ingredienti di ciò che compriamo chiedendoci “ma cosa sto dando a mio figlio?”. Nnn ci sarà bisogno di fare paternali o di imporre aut aut del tipo “o mangi la minestra o salti la finestra”, perché scopriranno, insieme a voi, che la minestra è buonissima. E vi saranno grati anche di questo.

Futuristici saluti,

dalla vostra consulente nutrizionale

Dr. Tatiana Gaudimonte

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Fonti:

  1. Country profiles on nutrition, physical activity and obesity in the 53 WHO European Region Member States (2013)
  2. Kumar, S., & Kelly, A. S. (2017, February). Review of childhood obesity: from epidemiology, etiology, and comorbidities to clinical assessment and treatment. In Mayo Clinic Proceedings (Vol. 92, No. 2, pp. 251-265). Elsevier.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay