Poco note ai più e non facilissime da diagnosticare, possono creare non pochi problemi a chi ne è affetta.

Questo articolo è dedicato esclusivamente alle donne o per gli uomini particolarmente interessati all’argomento (avete presente la molecola di sodio della pubblicità?), cercherò di pareggiare i conti la prossima volta, promesso!

Endometriosi e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) sono patologie con alcuni tratti sintomatologici comuni, tra cui forti dolori prima e durante il periodo mestruale, irregolarità del ciclo, perdite molto abbondanti e debilitanti, sterilità. Tuttavia, le cause sono diverse. Per l’endometriosi, l’ipotesi più accreditata è una migrazione delle cellule dell’endometrio che, dopo la migrazione, vanno a proliferare dove non dovrebbero, per esempio nelle tube. Nel caso della PCOS invece la patologia è causata da un’aumentata produzione di androgeni, ragione per cui in questo caso non sono infrequenti irregolarità della pelle (acne), irsutismo e difficoltà a tenere sotto controllo il peso corporeo.

La percentuale di donne affette, in entrambi i casi, viene stimata tra il 6 e il 10% , il che potrebbe essere una sottostima, poiché molti casi sono asintomatici. Per chi non è asintomatica, però, la qualità della vita è seriamente compromessa a causa dei sintomi e della difficoltà a concepire. Senza contare coloro che si ritrovano a “lievitare” pur stando attente all’alimentazione (molte delle quali, per il resto, sono asintomatiche).

Non è questo il luogo, né sono io la persona adatta per parlare di terapie (l’interlocutore è sempre il medico curante). Accanto alla terapia farmacologica, però, come in molti altri casi, l’alimentazione e l’integrazione possono dare un grosso aiuto. Teniamo presente che entrambe le patologie sono caratterizzate da uno stato di infiammazione cronica e che lo stato di tolleranza o di iper-reattività del nostro sistema immunitario dipende anche da come lo stimoliamo ogni giorno con il nostro stile di vita. Un’alimentazione ricca di elementi anti-infiammatori, un allenamento leggero ma costante, il giusto riposo e strategie per gestire lo stress sono tutti elementi importanti per promuovere la salute anche in caso di patologie diagnosticate.

Nel caso dell’endometriosi, l’analisi di un vasto numero di studi scientifici (metanalisi) ha evidenziato che una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi (PUFA, tra cui gli omega-3) come la Dieta Mediterranea sia la più efficace nell’alleviare i sintomi dolorosi, mentre revisioni precedenti avevano evidenziato anche la valenza, accanto ai PUFA, di magnesio, vitamina B1 e B3 e vitamina E. Quindi, è consigliabile un alto consumo di verdura e frutta, cereali integrali, legumi, oltre a pesce grasso. Integratori a base di zinco e rame o di curcumina possono supportare il sistema immunitario ed alleviare lo stato infiammatorio.

Nel caso della PCOS, le indicazioni dietetiche sono simili, con particolare attenzione a scegliere cibi a basso impatto glicemico, poiché nelle donne con ovaio policistico spesso si riscontra resistenza insulinica (ossia lo zucchero nel sangue cresce molto più velocemente dopo i pasti), che è poi la ragione per cui non si riesce a controllare il peso. Per quanto riguarda l’integrazione, giocano un ruolo chiave il myo-inositolo e il cromo per il controllo della glicemia e gli acidi grassi omega-3 per contrastare l’effetto infiammatorio.

La raccomandazione è di non prendere, mai, integratori “a muzzo” ma soprattutto di non delegare alla pillolina il lavoro di modifica delle abitudini alimentari e di stile di vita, che sono la pietra angolare su cui poter basare qualunque approccio terapeutico.

Femminili saluti
dalla vostra consulente nutrizionale
Dr. Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

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Fonti:
MSD Manuals
Min. Salute
U. Áslaug Sverrisdóttir et al., “Impact of diet on pain perception in women with endometriosis: A systematic review”, European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 2022
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