La domanda di rito in questi ultimi giorni prima delle Feste é immancabilmente: e a Natale cosa faccio?

Ho quindi deciso di fare qui una risposta collettiva, sia per chi non ha avuto il controllo in questi giorni, sia per chi non ha bisogno/intenzione di una consulenza nutrizionale, ma guarda comunque con preoccupazione i giorni festivi, come se fossero una minaccia devastante per la forma fisica.

Ebbene, facciamo i conti: tra la cena della Vigilia, il pranzo di Natale e il cenone (per modo di dire, quest’anno) di Capodanno, parliamo di tre giorni. Tre. Su trecentosessantacinque, anzi trecentosessantasei (a chi fosse sfuggito, il 2020 ha fatto di tutto per ricordarci che è bisestile).

Quindi, che volete che vi facciano tre giornate, che dovrebbero essere dedicate agli affetti e al piacere delle piccole/grandi cose, buona tavola compresa?

Il primo consiglio, quindi, è di rilassarvi in quei giorni, consapevoli del fatto che, se non avete iniziato ad aprire panettoni e pandori la prima domenica di Avvento, non avete molto da temere da un paio di pasti particolarmente sontuosi.

Ma visto che a Natale siamo tutti più buoni e pure generosi, andiamo avanti con i consigli.

Per rimediare a un pranzo o a un cenone di millemilacalorie, cercate di non cadere nell’errore comune di saltare colazione e/ pranzo o di rimpinzarvi di prodotti light (vedi scorso articolo): arrivereste più famelici e mettereste il vostro organismo nelle condizioni di accumulare il più possibile. Piuttosto, meglio sostituire la cena di quel giorno o di quello successivo con una tisana o al massimo con un piatto di verdure.

Un altro accorgimento per risparmiare un po’ di calorie inutili è quello di lasciare da parte salatini, cracker e altri “accessori”, per concentrarsi sui cibi preparati a mano e sicuramente più deliziosi. E perché non iniziare anche il pranzo di Natale con un po’ di verdura in pinzimonio o in insalata?

Il dolce, in queste occasioni, ci sta. Ma magari non deve avere le stesse dimensioni del piatto principale.

E infine, sfatiamo un mito: i liquori a fine pasto NON aiutano a digerire, anche se possono essere piacevoli, una volta ogni tanto. Quindi, anche qui, l’invito è alla degustazione senza esagerazione (e ho fatto pure rima)

Non mi resta cha farvi i miei migliori auguri!

Buon Natale

dalla vostra consulente nutrizionale

Dr. Tatiana Gaudimonte

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