“A gennaio, dieta!” Ma anche: “Con il nuovo anno, più sport” o “Smetto di fumare”.
Quali sono le mosse vincenti per mettere in pratica i buoni propositi?

Vi vedo, sapete? Tutti belli entusiasti per essersi lasciati un anno allucinante alle spalle e pieni di buoni propositi. Come sarebbe bello mantenere questo slancio, vero?

Quello che spesso succede, purtroppo, é che dopo una partenza sprint ci si ritrova, non si sa nemmeno come, a marciare sui vecchi percorsi, ricatturati dalle vecchie abitudini. La cyclette che ci siamo regalati per Natale trasformata in appendiabiti o lasciata a prendere polvere, le merendine con cui avevamo deciso di dare un taglio che ritrovano la via per la dispensa, il frigo con l’eco che ci chiede a gran voce di fare la spesa, ma stasera meglio ripiegare su una pizza.

Come fare, invece, per far avverare le nostre buone, sincere intenzioni?
Innanzitutto è bene tenere a mente che il cambiamento costa fatica…e qui vi sento che dite “eh, grazie al cavolo”…ma fatemi finire. Costa fatica perché ci ritroviamo a dover prendere decisioni, diverse da quelle guidate dal pilota automatico, parecchie volte al giorno. Uno stress decisamente poco sostenibile.

Meglio, quindi, concentrare le decisioni in un “pacchetto” o meglio, un piano di azioni specifiche, in modo tale che, dopo, dovremo solo seguire le istruzioni che ci siamo dati.

Un esempio non alimentare: mettere sulla sedia di fronte al letto i vestiti per il giorno dopo ci libererà dal peso di  dover decidere il look quando siamo ancora assonnati.

Anche per quanto riguarda l’alimentazione, più ci diamo istruzioni precise e meno probabilmente avremo ricadute in comportamenti che vogliamo evitare. Per esempio, non basta dire “mangerò più frutta”; invece, stabilire che a colazione mangeremo sempre almeno un frutto, dal lunedì al venerdì, aumenterà la probabilità di realizzazione del nostro intento. Oppure, invece del semplice pensiero “devo introdurre i legumi nella mia alimentazione”, un appuntamento in agenda il lunedì e il giovedì mattina che ci ricordi di mettere a bagno i ceci o i fagioli, ci permetterà di averli pronti da cuocere la sera al rientro dal lavoro e di poterli consumare il giorno dopo.

Se invece il problema è che ricorriamo al cibo per sfuggire alla frustrazione o per consolarci, non basterà dire: “non lo faccio più” (il cervello non è impostato per disimparare a fare qualcosa), mentre sarà molto più efficace stabilire in anticipo un comportamento alternativo. Questa alternativa, non alimentare, dovrà essere qualcosa di immediato e piacevole, come per esempio fare una telefonata a un amico o magari fare un bagno caldo mentre ascoltiamo musica. La cosa importante però è avere la strategia alternativa pronta in mente, per non lasciare spazio a vecchi meccanismi di reward.

Buon Anno a tutti

dalla vostra consulente nutrizionale

Dr. Tatiana Gaudimonte

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Foto di Fiete Becher da Pixabay