Per molti, restare svegli dopo pranzo è una vera e propria sfida. Un recente studio potrebbe , a proposito, “aprirci gli occhi”

Se anche voi fate parte dell’esercito degli assonnati postprandiali, prendete un paio di stecchini per fissare le palpebre (tipo “Arancia meccanica”, per intenderci) e leggete qui.

Non serve certo essere un ricercatore per capire che consumare un pasto “pesante” non favorirà certo la concentrazione o la vitalità, eppure le cause della sonnolenza postprandiale, finora, non sono state ancora del tutto chiarite dalla scienza.

Tra le ipotesi, spiccano l’affaticamento epatico, la resistenza all’insulina, la sensibilità al glutine e la presenza massiccia di grassi (soprattutto saturi) nel pasto.

Ma cosa accomuna tutti questi fattori? Cosa, insomma, ci guida verso le braccia di Morfeo, quando abbiamo ancora un intero pomeriggio lavorativo davanti a noi?

I risultati di studi recent dicono che il comune denominatore, altro non è se non l’infiammazione. Sorpresi? Eppure, è comune sentirsi più stanchi durante una malattia, sia essa in fase acuta o cronica. 

Meno intuitivo, forse, è capire che possiamo essere infiammati anche quando ci sembra di non avere sintomi. Però il nostro sistema immunitario, a prescindere dalle cause dell’infiammazione (agente patogeno, sovraccarico glicemico, sensibilità alimentari), reagisce sempre producendo una particolare molecola, che si chiama “interleuchina 1”, la quale ha il compito di segnalare al nostro centro di controllo metabolico che qualcosa non va.

I ricercatori hanno messo in evidenza che, soprattutto in soggetti sovrappeso o obesi, il consumo di un pasto ricco di grassi stimola una maggior produzione di questa molecola, a cui è associato un livello di stanchezza più marcato. Inattivando l’interleuchina 1, la stanchezza sparisce.

In effetti, se ci pensate, è piuttosto logico che il corpo ci suggerisca di riposare, in caso di infiammazione, per quanto la cosa ci disturbi, soprattutto se dobbiamo dare retta al capo o finire una presentazione importante.

Allora, la soluzione sta proprio nell’eliminare quei fattori che ci infiammano, siano essi una particolare sensibilità alimentare (guarda caso, i cibi che ci fanno sentire gonfi, ci fanno anche addormentare), il consumo eccessivo di zuccheri aggiunti, farine raffinate, conservanti, alcol, ma anche altre abitudini errate. Spesso, basta una piccola variazione della quotidiana routine, per eliminare per sempre il problema senza dover ingurgitare litri di caffè.

Se volete saperne di più, potete contattarmi per email.

Sveglissimi saluti

dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch