Il mese di settembre è stato segnato da due notizie non proprio gradite a vegetariani e vegani. La prima viene proprio da casa nostra e in particolare dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, che in occasione del suo Congresso annuale ha lanciato un Position Paper in cui dichiara testualmente che “Le diete vegetariane o vegane non sono adeguate nei bambini e nelle donne in gravidanza. La nostra posizione è fermamente critica”. In particolare, la dottoressa Margherita Caroli, pediatra e nutrizionista di fama internazionale, ha dichiarato che “Le diete vegetariane pongono un serio rischio di alterato sviluppo cerebrale perché carenti di vitamina B12, DHA e ferro, tutti nutrienti disponibili naturalmente in un’alimentazione inclusiva di prodotti animali, senza bisogno di supplementi. Un’alimentazione sana ed equilibrata, infatti, non ha bisogno di supplementazioni. D’altra parte anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fino ad oggi non ha mai preso posizione a favore delle diete vegetariane”.

A quanto risulta dall’analisi presentata durante il Congresso, per quasi la metà delle famiglie italiane che hanno scelto un regime vegetariano o vegano, la motivazione di base è la convinzione, non supportata a livello scientifico, che le proteine vegetali siano “più sane” di quelle animali. 

A questo proposito, casca a fagiolo la seconda notizia (e dico “a fagiolo”, perché parlando di scelte vegane, l’espressione “come il cacio sui maccheroni” sarebbe fuori luogo). Questa, di respiro più internazionale, riguarda la condanna della ex modella australiana Belle Gibson, denunciata nel 2015, dopo che per due anni aveva fatto credere di essere guarita da un cancro al cervello grazie a una dieta vegetariana di sua invenzione. Peccato che la malattia, così come ovviamente la sua guarigione da essa, fossero solo una menzogna che le hanno fatto guadagnare circa mezzo milione di dollari grazie ai proventi del suo libro e della app associata alla dieta.

Insomma, può essere poco prudente, quando non pericoloso, fare delle scelte per l’alimentazione propria e della propria famiglia, solo sulla base di notizie parziali quando non addirittura spudoratamente false ma presentate in modo accattivante, tali da soddisfare un bisogno più profondo di quello strettamente fisico: il bisogno di conforto e consolazione dalle proprie paure e la necessità di proteggere noi stessi e chi ci sta a cuore. Quindi continuate ad informarvi, scegliendo fonti affidabili e verificabili ed affidandovi, in caso di necessità, a un professionista qualificato. perché quando si parla di salute, è proprio il caso di dire: “fai da te? ahiahiahi!!!”

Salutistici saluti dalla vostra consulente alimentare

Tatiana Gaudimonte

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