I nuovi dati rilevati nell’ambito del progetto PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) danno indicazioni molto chiare su quanto le abitudini quotidiane influiscono sulla salute.

Forse non tutti sanno che, dal 2006, la salute e lo stile di vita degli italiani sono tenuti costantemente sotto osservazione, grazie a un programma avviato dal  del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, denominato PASSI. Tra gli obiettivi, c’è quello di monitorare non solo l’effettivo stato di forma degli italiani, attraverso i dati oggettivi raccolti dalle ASL, ma anche la percezione della propria salute da parte degli intervistati.

I risultati, aggiornati al 2017, sono piuttosto interessanti. Per non riempirvi di numeri che vi farebbero piombare addormentati nel giro di quindici nanosecondi, vi giro il link (se non lo vedete qui, potete trovarlo sul mio sito) e vi riassumo i punti salienti.

Un terzo degli italiani sono sovrappeso o obesi: gli uomini più delle donne, il sud supera il nord, i meno istruiti sopravanzano i laureati, i poveri pesano più dei ricchi (solo sulla bilancia, ahimè).

Come andiamo con la sedentarietà? Attenzione: di nuovo, un terzo degli italiani praticano poca o alcuna attività fisica. Le donne sono più “pigre” degli uomini, i meno eruditi sono più statici di chi ha studiato, chi ha problemi di soldi si immobilizza, al contrario degli agiati, decisamente più in movimento: a Bolzano più della metà sono sportivi, mentre quasi tutti i lucani stanno in poltrona, poltroni.

La cosa più buffa, è che tre quarti degli intervistati sono convinti di fare sufficiente attività fisica! (Questo risultato, da solo, mi ha fatto maturare un approfondito esame di coscienza, da cui sono uscita non del tutto incolume. E voi, come siete messi?)

Visto il quadro, non stupisce che un terzo degli italiani presenti ben due fattori di rischio cardiovascolare e che, sopra i 50 anni, una persona su dieci sia affetta da diabete.

Però le tinte non sono del tutto fosche. Se infatti andiamo a vedere quali siano le misure prese per contrastare gli stati di rischio o per trattare le malattie già conclamate, in più della metà dei casi compaiono, sotto sollecito del medico curante, l’introduzione dell’attività fisica, l’aumento del consumo di frutta e verdura e la raccomandazione di smettere di fumare.

La strada è ancora lunga, ma le indicazioni sono chiare: la salute è in mano nostra e ciascuno di noi, con le proprie scelte quotidiane, può fare molto di più in termini di prevenzione e di qualità della vita di qualunque farmaco, situazione sociale o predisposizione genetica. Basta volerlo, dunque? Sembra proprio di sì.

Saluti “in marcia”

Dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

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