Il mese scorso abbiamo parlato di quanto può essere impegnativo cambiare le proprie abitudini. Uscire dalla propria zona di comfort può sembrare un ostacolo che va oltre le nostre forze, come una ripida parete di montagna da scalare a mani nude o una maratona percorsa a testa in giù.

La prima cosa da fare, dunque, è cercare di ridimensionare il problema, cercando innanzitutto di capire bene qual è il punto di partenza, quale l’obiettivo che vogliamo raggiungere e in quali tempi.

Il passo successivo sarà, quindi, frazionare questo percorso, cercando di individuare quali siano gli obiettivi intermedi più facilmente raggiungibili.

Uno di questi potrebbe essere la lista della spesa. Non so voi, ma io, un po’ per comodità, un po’ istintivamente, mi dirigo sempre allo stesso punto vendita e faccio sempre lo stesso percorso, prelevando i prodotti dagli scaffali senza nemmeno più guardarli. La spesa, insomma, è una delle tante “camere” che compongono la nostra zona di comfort che, a differenza di altre (per esempio fare colazione per chi non riesce a ingoiare altro che un caffè, o impostare un’ora di allenamento giornaliero per chi non fa un passo in più oltre al percorso casa/auto – auto/ufficio – ufficio/auto  auto/casa), è sicuramente modificabile senza generare troppi traumi.

Il primo passo verso la scalata della montagna, allora, potrà essere una spesa “avventurosa”, in cui una volta alla settimana, sostituiremo uno (o tre) dei prodotti non proprio sani che finiscono abitualmente nel nostro carrello con altri, di valore nutrizionale più elevato. Per esempio un pacco di pasta integrale invece della pasta bianca, o un sacchetto di quinoa invece del solito riso brillato che più bianco non si può.

Certo, ci vuole un minimo di spirito di avventura e di apertura a sapori ai quali non siamo avvezzi, ma va riconosciuto che, prima di abituarci ai “nostri” prodotti, c’è stato un tempo in cui li abbiamo provati per la prima volta.

Il periodo vacanziero può essere un’ottima occasione per provare, allora, cibi esotici; con questo termine, però non andremo necessariamente, ad indicare cibi provati in Paesi lontani e che mai più riassaggeremo dopo il rientro dalle ferie. Introduciamo, piuttosto, un po’ di esotismo nel nostro quotidiano e in noi stessi! Non è necessario cercare il diverso in qualcosa di raro e irraggiungibile, ma possiamo scoprirlo giorno per giorno, nel percorso verso un nuovo approccio al cibo come strumento di benessere. A partire dal supermercato sotto casa.

Un augurio di buona estate dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

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