Qualche anno fa soffrivo di una fastidiosa orticaria sulla parte superiore delle braccia e sulle palpebre. Questo disturbo andava e veniva, a prescindere dalla stagionalità.

Mi recai da un dermatologo che mi sottopose al più classico degli esami allergologici: tanti “buchini” in due file ordinate sul braccio, su ciascuno dei quali posare una goccia di una diversa sostanza potenzialmente reattiva. Niente. “Lei è la persona meno allergica che io abbia visitato” mi riferì con ironia, aggiungendo: “Il 50% di questi disturbi resta senza spiegazione, probabilmente la causa è lo stress. Per buona norma, metta su questa pomatina al cortisone, così le passa”.

Uscii dallo studio medico avvilita e frustrata: non solo non avevo trovato una cura (conosco gli effetti dannosi del cortisone e non ho mai usato la consigliata “pomatina”), ma mi era stato pure detto che il problema, praticamente, ce l’avevo nella testa, quindi non c’era soluzione!

Invece il dermatologo si sbagliava di grosso: a quei tempi lo intuivo solo, ora che conosco ed applico i principi dell’alimentazione di segnale, concepiti e delineati dal Dr. Luca Speciani, invece, lo so. Infatti, se di allergie immediate soffre solo una minima parte degli individui (1-2% della popolazione), ben il 30-35% soffre di sintomi allergici pur essendo negativi ai test classici. Questa larga fetta di popolazione soffre delle cosiddette “allergie alimentari ritardate”, “infiammazioni da cibo” o, all’inglese che fa più figo: “food sensitivities”. Questo tipo di allergie vennero riconosciute dalla comunità scientifica già nel 2003, durante il Congresso mondiale di allergologia e immunologia di Vancouver. Purtroppo però, esse sono ancora trattate pochissimo nella pratica clinica.

La buona notizia è che, a differenza delle allergie immediate, dalle allergie ritardate (spesso confuse con il termine “intolleranze”) si può guarire, grazie ad un percorso alimentare mirato, introducendo rotazioni per specifici gruppi alimentari verso i quali la persona mostra sensibilità. Nel mio caso specifico, questo percorso mi ha portato a guarire completamente senza l’uso di alcuna cremina o, peggio, pastiglia. Con lo stesso metodo, ho aiutato diverse persone a risolvere problemi dermatologici, cefalee, gonfiori, problemi urinari, consentendo loro di ricorrere sempre meno ai farmaci.

Guarire mangiando, dunque? Sembra un sogno, ma, dati alla mano, è una realtà per molti e può diventarlo sempre di più.

Un caro saluto dalla vostra

Tatiana Gaudimonte

info@loveyourbody.ch

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