“Omo de panza, omo de sostanza” dice un vecchio detto, sconfessato però dalla scienza, che si schiera con forza contro la pancetta.

Non fate finta di niente: lo so che adesso state sbirciando, meditabondi, la zona sopra la cintura. E vi starete dicendo “Ommamma, l’anno è appena iniziato e questa adesso ci fa una tiritera sul fatto che abbiamo mangiato troppo durante le Feste e bla bla bla.”

E invece no, guarda un po’. Sono tutti buoni a dirvi che adesso è ora di fare i bravi, mettere la testa a posto, buttare dalla finestra i quarantadue panettoni che vi sono rimasti tra regali dell’azienda, dei vicini, della nonna e, beh, compriamone almeno uno, perché non si sa mai.

Invece io vi dico che, se avete la pancetta o la panciona, nella maggior parte dei casi non avete bisogno di mangiare di meno. Al contrario: probabilmente dovete mangiare di più. Meglio, ma di più. Ma non solo.

Andiamo allora a vedere quali sono, in sintesi, le cause principali di quelle rotondità che vi illudete siano tanto sexy e che invece, oltre ad essere un importante fattore di rischio cardiovascolare, vi toglie pure parecchi punti fascino (era ora che qualcuna ve lo dicesse).

1) Picchi glicemici e resistenza insulinica: se a colazione bevi solo un caffè zuccherato, poi ti sbafi un croissant a metà mattina con un altro caffè, pranzi con un piatto di pasta “per stare leggero” e alle quattro vai al distributore dell’ufficio perché non ci vedi più dalla fame, ecco spiegato perché i trenta addominali che fai ogni giorno non producono l’effetto sperato (ma, detto tra noi: li fai?).

2) Cortisolo: se sei perennemente sotto stress e non fai attività fisica regolare, questo ormone, prodotto dalle ghiandole corticali per aiutarti a supportare l’imminente lotta o fuga (che non avviene, perché passi dalla scrivania, all’auto, al divano), porta nel circolo sanguigno quanto più zucchero possibile, prendendolo, se serve, anche dai muscoli (ecco perché hai le gambette). Questo zucchero, dal sangue, viene inevitabilmente captato dal tessuto adiposo viscerale e stoccato in grasso ad alto potenziale infiammatorio.

3) Fegato sovraccarico: non è detto che tu sia un consumatore abituale di alcol, per avere problemi epatici. Il consumo ripetuto e continuato di alimenti processati e conservati, l’abuso regolare di fruttosio la carenza di movimento fisico possono affaticare notevolmente il nostro principale organo emuntore. Il quale, guarda caso, è anche il produttore di molti enzimi digestivi. Se il fegato non riesce a lavorare bene, anche la digestione ne soffrirà, con evidenti gonfiori e accumuli a livello intestinale.

4) Intestino infiammato: pur senza essere affetti da particolari patologie, l’intestino può dare segnali di sofferenza gonfiandosi e brontolando. Alla base di questi frequentissimi disturbi ci sono, tra l’altro, una masticazione insufficiente e il consumo ripetuto delle stesse categorie alimentari. Se mangiate biscotti a colazione, pasta a pranzo cinque giorni su sette e una fettina di pane per accompagnare la bistecca a cena, probabilmente vi riconoscete in questo profilo.

Quindi, visto? Non ho parlato di calorie, né di abbuffate natalizie, ma vi ho dato qualche spunto per riflettere sulla vostra situazione e per fare il primo passo verso una vita nuova e soprattutto più stretta. Contenti? E la storia che dovete mangiare di più? Beh, mica pretenderete che vi serva tutto su un articolo, no?

Snelle cordialità e auguri!

Dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

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