Leggendo le notizie riguardo all’inizio precoce della vendemmia 2017, mi sono resa conto di essere colpevole di una grave omissione. Da quasi due anni campeggio sulla Rivista ma, tra le schede di iscrizione ai corsi per sommelier e gli inviti alle degustazioni, su queste pagine non è mai apparso un mio articolo sul vino! Devo correre subito ai ripari.

In vino veritas, dicevano i nostri antenati, ma la verità sul vino qual è? Fonte di perdizione e perdita della salute, come dichiarano i salutisti più estremi, o elisir di lunga vita, come proclamano gli estimatori e i goderecci?

Tanto per restare ancora coi proverbi latini possiamo rispondere che in medio stat virtus, oppure, per dirla con il mio amato Paracelo, è la dose che fa il veleno.

È di recente pubblicazione un ampio studio che testimonia come il consumo moderato di alcol sia correlato a un diminuito rischio di morte per tutte le cause e in particolare a una diminuzione dell’incidenza di ipertensione, ictus e infarto del miocardio. Ora, però, non è che dobbiate correre ad aprire una qualsivoglia bottiglia che abbiate sottomano: fermi lì e finite di leggere, prima!

Il fatto che i moderati bevitori sembrino, agli occhi della scienza, più sani dei completi astemi, non sembra essere direttamente correlato all’alcol in sé, ma alla qualità delle bevande assunte.

Non serve essere scienziati, infatti, per sapere che un buon vino rosso può essere un toccasana, mentre un vinaccio di poco prezzo o un cocktail a base di superalcolici sono un vero e proprio sgambetto che fate alla salute: basta far caso al pulsare delle tempie o al bruciore di stomaco che spesso compaiono dopo averli consumati.

Eppure, la scienza sta portando sempre nuove conferme sulle benefiche proprietà degli antiossidanti vegetali, come flavonoidi e polifenoli, presenti nel vino di qualità, soprattutto in quello  rosso. Il più famoso e studiato tra questi è il resveratrolo, che non solo ha dimostrato proprietà anti invecchiamento e protettive nei confronti delle malattie cardiovascolari, ma anche una diretta azione sulla sensibilità insulinica. In altre parole, sembra essere protettivo contro il diabete di tipo 2.

D’altra parte, bisogna però considerare che l’alcol assunto a digiuno fa aumentare velocemente la glicemia, quindi occhio agli aperitivi! Inoltre, dal momento che è un prodotto fermentato, il consumo regolare di vino e alcolici può causare infiammazione da cibo e dare il via o aggravare patologie latenti, con tanti saluti alla funzione protettiva!

Per i più goderecci, dunque, suggerisco di rispettare almeno uno o due giorni di “magro”. Per loro e per tutti gli altri, invece, raccomando di prestare attenzione alla qualità, lasciandosi consigliare da un esperto, sia per il consumo al ristorante che per rifornire la propria cantina.

Prosit! Dalla vostra consulente nutrizionale
Tatiana Gaudimonte
info@loveyourbody.ch

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